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BILLY CORGAN E LA REALIZZAZIONE DI UN SOGNO

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BILLY CORGAN E LA REALIZZAZIONE DI UN SOGNO

Era tanto tempo che non aggiornavo il blog (e un po’ me ne vergogno) ma credo che sia arrivato il momento di parlare di cose per me molto importanti.

PREAMBOLO:

Quando avevo circa tredici anni la mia mamma mi svegliava la mattina alle 7:10 per far colazione e io mi piantavo con latte e biscotti davanti la tv e guardavo Videomusic visto che ancora non avevamo MTV. La rotazione era più o meno sempre la stessa il martedì e il giovedì ed io ero felice perché potevo vedere il video di Oh Yeah degli Ash. Mi piaceva un sacco quella cosa della giostra con la pioggia e dei due che pomiciavano, anche io sognavo di pomiciare sotto la pioggia un giorno. Poi, ad un certo punto, hanno iniziato a mandare subito dopo (o prima?) gli Ash un altro video un po’ creepy con un tipo strano che cantava con una voce nasale. Era Zero degli Smashing Pumpkins e io mi innamorai.

La mia love story con gli Smashing Pumpkins è andata avanti, Mellon Collie And The Infinite Sadness ha cambiato il mio modo di vedere e ascoltare la musica e i testi di Billy Corgan hanno preso possesso di molte pagine dei miei diari fino alla fine del liceo.

Se c’è una band che io non ho mai smesso di ascoltare sono proprio loro. Li ho visti dal vivo la prima vota a 17 anni e l’ultima il mese scorso. Totale 5 concerti, di cui uno in Australia.

Qualche tempo fa ho iniziato un progetto (forse infinito) in cui le canzoni degli Smashing Pumpkins vengono trasformate in fotografie. Forse è la cosa più sentimentale che abbia mai fatto ma Billy Corgan le ha viste sui social e gli sono piaciute. Il risultato è stato uno shooting improvvisato con lui durante l’ultimo tour della band.

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Cosa ho imparato fotografando modelle non tatuate

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Cosa ho imparato fotografando modelle non tatuate

Chi mi segue sui social sa già che ho iniziato a lavorare più spesso con modelle "istituzionali", cioè modelle senza capelli colorati come l'arcobaleno, tatuaggi e piercing. Nonostante la tipologia "alternative" rimanga la mia preferita, ho sentito il bisogno di staccare per misurarmi con qualcosa di nuovo. 

L'agenzia di modelle 2MMODEL mi ha dato l'opportunità di lavorare con delle ragazze fantastiche e quindi di attuare attuare quel cambiamento che cercavo.

Anche se spesso ho dovuto scattare in studio, cosa che di solito non mi piace fare, il risultato mi è piaciuto e per questo devo ringraziare l'agenzia e tutto lo staff che mi ha aiutata. Ho scoperto grazie a loro che in fin dei conti che posso scattare foto tradizionali mantenendo il mio stile. 

Più passa il tempo e più continuo ad allontanarmi da quel tipo di fotografia che io di solito chiamo nostalgico-erotica. Vedere una ragazza nuda su un letto/divano/pavimento con lo sguardo malinconico mi ha stancata, ho bisogno di altro ormai. E anche se il magico mondo dei social non apprezza molto questo mio cambio di rotta ho deciso di andare avanti. Avete presente quando un cantante fa un nuovo album e la gente dice "ma era meglio il primo"? Ecco, io sono il cantante. Niente tette e culi in mostra ed ecco che la gente migra su altri profili dove invece la nudità abbonda (anche nudità di cattivo gusto spesso). Però questo mi fa capire che quelle persone non mi seguivano perché ero brava, mi seguivano perché erano un po' wankers (come direbbero garbatamente gli inglesi). Quindi cosa ho perso in realtà? Niente di importante.

Inutile dire che adesso quando vado a Milano sono molto più felice.

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Cristina

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Cristina

Quando tra fotografo e modella c'è un legame che va oltre la professionalità, è molto probabile che i lavori fatti insieme si arricchiscano di qualcosa in più. Ma non è così scontato come sembra.

A volte ancora sfugge ad alcuni che le modelle sono ragazze come tutte le altre, sono solo mediamente più piacenti. 

Sono per natura una persona che cerca di andare d'accordo con tutti, faccio del mio meglio per creare un'atmosfera amichevole e rendere il lavoro meno pesante possibile.

Nel corso degli anni ho potuto lavorare con molte ragazze e se con alcune, nonostante gli sforzi, mi sono sentita un po' come mi sento quando vengono alla porta a cercare di venderti l'aspirapolvere (cioè distacco totale), con con altre mi sono trovata così bene da aver costruito poi un rapporto di vera amicizia.

E poi c'è Cristina.

Sono passati quattro anni dal nostro primo incontro e credo che sia stato come quando le persone vanno ad un appuntamento al buio e poi trovano a sorpresa l'anima gemella. Nel giro di un'ora avevamo già capito che ci piacevano le stesse cose e che ci rapportavamo alla vita con lo stesso approccio: quello di un teenager intrappolato nel corpo di un trentenne. Per di più teenager degli anni 90 con Dr Martens ai piedi e una passione per Marilyn Manson (lei) e per Billy Corgan degli Smashing Pumpkins (io). 

Inutile dire che il primo shooting con Cristina resta uno dei miei preferiti di sempre.

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Nel giro di poco tempo abbiamo iniziato a sentirci non solo per cose relative al lavoro insieme ma anche per parlare di cose personali. Insomma siamo diventate amiche. Come Manson e Corgan. E con la stessa passione per carboidrati e animali domestici.

Dopo pochi mesi ci siamo viste ancora, abbiamo scattato altre foto e abbiamo capito che eravamo proprio fatte per lavorare insieme.

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Ci sono cose che non si possono spiegare, come il motivo per cui una persona ti entri nel cuore più delle altre. Perché anche se altre mille ragazze hanno interessi simili ai miei e sanno posare come delle dee, io continuerei a scegliere Cristina. 

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Credo che non capiti spesso di trovare una modella che riesca a leggere la mente del fotografo, che condivida le stesse idee e e che abbia la capacità di tradurre tutto in una posa.

Ecco, io invece sono stata fortunata. Ho trovato la mia musa e la mia migliore amica.

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CRISTINA sta su:  Instagram, Altro Instagram, Twitter, Facebook 

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Ilaria Pozzi X El Rana Jewellery

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Ilaria Pozzi X El Rana Jewellery

Parliamo di fotografia. Ma anche di comunicazione. E di tatuaggi.

Un po' di tempo fa ho avuto occasione di lavorare con El Rana, un brand che produce gioielli fortemente legati alla cultura del tatuaggio. Anelli con ancore, collane con rondini e tutte quelle cose legate al design old school che piace tantissimo non solo agli amanti dei tatuaggi (tipo me) ma anche ai "profani" (perché quando una cosa è bella e fatta bene, i risultati si vedono).

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Quando abbiamo parlato di come le foto sarebbero dovute essere, ho apprezzato molto la scelta fatta da Simone (cioè il signor El Rana). La modella tatuata ovviamente ci deve essere, ma non deve essere la protagonista. Giusto. Molto giusto. 

Quante volte vi è capitato di vedere delle pubblicità in cui il prodotto manco lo avete notato perché l'attenzione è stata rubata tutta dalla strafiga di turno? Infatti. 

Qui invece abbiamo puntato sul gioiello. E Ilaria Pozzi è stata bravissima come al solito. Ha capito subito come doveva muoversi e il risultato sono state delle immagini in cui riesce ad accompagnare i prodotti senza rubare la scena. 

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Uno dei motivi per cui mi è piaciuta tantissimo la linea comunicativa scelta da Simone è più personale e riguarda le modelle tatuate. Queste ragazze sono il più delle volte fotografate in pose ammiccanti e provocatorie che le collocano in un immaginario prettamente erotico. Certo, facciamo vedere i tatuaggi, il nudo miete like e fans, la ragazza aggressiva e bla bla bla. Però io credo che ci sia tanto di più e fermarsi qui lo trovo mortificante per quello che invece è un fenomeno culturale con una storia notevole. C'è tanto di cui parlare e tanto da raccontare.  Non dico che la ragazza tatuata sia sempre la scelta perfetta, certo che no. Ma sicuramente andrebbero prese in considerazione anche per campagne più istituzionali, cosa che  -soprattutto qui in Italia - non succede. 

Ok, ho detto la mia anche questa volta.

 

 

 

 

 

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